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giovedì 4 dicembre 2008

Crisi o Cambiamento di Un'Epoca?

Tutti ci parlano di crisi dei mercati finanziari generata dal default dei subprime (sic!), di borse che crollano (ma dove vanno?) di miliardi di dollari bruciati (fin'ora non ho visto falò di banconote in giro), ma nessuno, dico nessuno ci dice le cause reali di questo terremoto, ma questo lo vedremo dopo.
Ti domando: è veramente una crisi passeggera, oppure quest'avvenimento di portata globale segna il cambiamento di un'epoca?

Io propendo per la seconda intuizione, poichè credo fermamente che restare a galla e non essere dilaniati dalla situazione finanziaria presente è assolutamente possibile, ma è imprescindibile cambiare il nostro modo di vedere le cose.

Questo tracollo dell'economia mondiale oltre a segnare il fallimento di un modello economico assolutamente inadeguato e dannoso, sia per il genere umano che per il pianeta (questa è la vera causa non i subprime) chiamato Libero Mercato o Mondialismo, segna anche la fine di un'epoca, l'epoca dell'industrializzazione.

Fino a qualche tempo fa erano i grandi colossi industriali a muovere il mondo, ricordiamo Mr. Carnegie il re dell'acciaio, Mr. Ford che inventò la catena di montaggio, Mr. Rockfeller e potremmo andare avanti con altri nomi........ poi hanno iniziato a farsi strada nomi come Microsoft, McDonald's, i grossi network televisivi e della stampa.

Questi ultimi nomi, hanno semplicemente guidato la transizione dalla precedente era dell'industrializzazione alla presente era dell'informazione. Prima chi possedeva grossi imperi industriali aveva in mano il potere, oggi il potere è nelle mani di chi possiede le informazioni. Tra l'altro, l'informazione è un prodotto che una volta acquisito nessuno mai potrà toglierti; più l'informazione è valida più potere si gestisce; più l'informazione è di prima mano più potere si ha a disposizione.

Le informazioni sono la chiave per costruire un grande futuro!

Marco Piottante

lunedì 18 agosto 2008

Euro In Caduta Libera?

Eccomi finalmente tornato dalle meritate ferie, anche se motivi professionali mi hanno costretto ad avere il cellulare acceso e giu chiamate come fossi realmente operativo.
A proposito, se avete domande da pormi o avete consigli/richieste per il blog o semplicemente desiderate una consulenza telefonica gratuita, non esitate ad utilizzare i contatti presenti sull'ebook che potete scaricare nella colonna di sinistra.

Dopo i doverosi saluti, passiamo ad analizzare questo deprezzamento dell'euro. Certo, dopo essere abituati a vedere l'euro a quota 1.57 sul dollaro con punte di 1.59 ci pare strano vederlo ora divincolarsi tra il 1.47 e il 1.49 e questo potrebbe far scattare la molla, a qualcuno di comprare euro a man basso credendo che questo sia il valore piu inferiore al quale possa arrivare.

In realtà, personalmente, non credo sia cosi, anzi credo proprio che siamo pressochè alla metà della discesa, credo che la moneta unica punti dritta verso un valore di rapporto col dollaro di poco superiore al 1.43.

Ma perchè un deprezzamento cosi alto in cosi poche sedute?

Bhe, credo che questo sia stato generato da un mix di fattori, tra i quali in primis una correzione strutturale (diventa insostenibile per l'euro avere un rapporto di cambio cosi estremo con il dollaro), inoltre, l'assenza di attori importanti che operano sul mercato dato il periodo, il ribasso del petrolio da 150 dollari/barile a 116 dollari/barile, la liquidazione di posizioni long, i proclami di recessione economica lanciati dalla BCE per la prima volta.

Però, non dimentichiamoci la crisi spaventosa in cui versano gli Stati Uniti, anche se la Federal Reserve fa circolare voci di un possibile rialzo del costo del denaro, crisi che probabilmente investirà nel lungo periodo anche l'Europa ed a quel punto assisteremo al valzer di banche italiane che si salveranno chissa come dalla bancarotta, nella quale sono gia oggi, anche se non lo dicono.

Andando fuori tema ma non troppo, desidero darvi il consiglio spassionato di spostare i vostri conti correnti dalle grandi banche a banche piccole con vocazione territoriale con una settantina di sportelli attivi. Saranno le uniche a non rischiare di fare la fine di IndyMac.

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Here I am finally back from deserved holiday, although professional reasons have forced me to have the phone switched on and down as calls were actually operating.
By the way, if you ask questions or have recommendations / requests to the blog or simply want a free telephone advice, do not hesitate to use the contacts on the ebook that you can download in the left column.

After the greetings, we analyse this depreciation of the euro. Of course, after being accustomed to seeing the euro at 1.57 on the dollar with 1.59 points of view it seems to us strange hours divincolarsi between 1.47 and 1.49 and this could trigger the spring, someone to buy euros a man down believing that this the value at which the lower can get.

In fact, personally, I do not think so, but I believe that we are almost half of the descent, I believe that the single currency straight points to a value of relationship with the dollar just above 1.43.

But because a depreciation so high in so few sittings?

Bhe, I believe that this has been generated by a mix of factors, among which primarily a correction structural (becomes untenable for the euro have an exchange ratio so extreme with the dollar), in addition, the absence of significant players that operate on the market since the period, the decline of oil from 150 U.S. dollars / barrel to 116 U.S. dollars / barrel, the liquidation of long positions, proclamations of economic recession launched by the ECB for the first time.

But do not forget the appalling crisis in which the United States, even though the Federal Reserve items circulate of a possible rise in the cost of borrowing, crises that will probably invest in the long run even Europe and then we waltz of the Italian banks that will be saved from bankruptcy, which are up today, even though they may not say.

Going off topic but not too much, I want to give you the advice spassionato to move your current accounts from large banks to small banks with territorial vocation with a
seventy points active. Will be the only ones which do not risk the end of IndyMac.

lunedì 14 luglio 2008

Ora più che mai bisogna puntare sul Forex.

Il mercato finanziario americano è ormai nella più tremenda crisi di tutti i tempi. Ieri un'altra banca, la californiana IndiMac ha dichiarato fallimento e si è scatenata tra i correntisti la folle corsa per ritirare i propri fondi. Le due agenzie semigovernative attive nei mutui ipotecari immobiliari Freddie Mac e Fannie Mae sono anch'esse in forte dissesto finanziario tanto che la FED potrebbe acquistare in toto il pacchetto obbligazionario oggi in emissione, oppure quest'ultimo potrà essere garantito dal Ministero del Tesoro.
Intanto il Fondo Monetario Internazionale fa capolino all'orizzonte e chiede di esercitare un'azione di controllo sul sistema finanziario statunitense, azine avallata da Bush purchè sia terminata dopo la fine del suo mandato, infatti il FMI conta di chiudere l'inchiesta entro il 2010.
Ci si chiede perchè il FMI voglia controllare il sistema finanziario statunitense visto che gli Stati Uniti sono il primo azionista del FMI.
IL controllato che controlla il controllore, non mi suona tanto bene.
Comunque ora più che mai è il momento di punare sul forex, l'unico mercato rimasto pulito per proprie caratteristiche tecniche e relativamente estraneo alla crisi finanziaria globale.

MUTUI: SEC APRE INDAGINE, ATTESA PER BOND FREDDIE MAC
ROMA - La Sec, l'organo di controllo della Borsa Usa, scende in campo anche di domenica. E annuncia che aprirà "immediatamente" un'inchiesta su probabili manipolazioni di prezzi di cui si sarebbero rese colpevoli alcune società che gestiscono titoli finanziari.

I "guardiani di Wall Street" accendono un faro sull'andamento dei titoli di Freddie Mac e Fannie Mae, le due agenzie semigovernative che operano nel settore dei prestiti immobiliari e che da giovedì sono nell'occhio del ciclone. Ma le indiscrezioni che si raccolgono in una domenica d'attesa parlano anche di un possibile intervento del Tesoro Usa per aiutare il collocamento di alcuni Bond di Freddie Mac in programma per domani. Il fallimento della banca californiana IndyMac, che ieri ha visto scene di panico da parte dei correntisti per ritirare i propri risparmi, rende ancora più calda l'attesa per l'apertura dei mercati di domani, dopo la pausa del weekend. Ma la domenica non è stata di riposo per la Security and Exchange Commission.

"Le ispezioni che stiamo per intraprendere - ha spiegato il presidente della Sec Cristopher Cox - hanno l'obiettivo di assicurare che gli investitori continuino a dare sul mercato informazioni affidabili e accurate su società pubbliche". Le verifiche vedranno controlli congiunti da parte della Sec e anche del New York Stock Exchange Regulation. "I controlli - ha aggiunto Cox - daranno l'opportunità di avere una doppia verifica del fatto che gli operatori di borsa e i consulenti abbiano un'adeguata preparazione e che ci siano solidi controlli per evitare che false informazioni intenzionalmente diffuse danneggino gli investitori".

L'indagine si va ad aggiungere a quelle già in corso sulla manipolazione dei prezzi dei titoli attraverso false notizie. Ma anche il Tesoro sarebbe in campo, anche se in modo un po' più defilato. Secondo il Washington Post i funzionari del Dipartimento del Tesoro Usa hanno sollecitato alcune grandi banche che normalmente acquistano obbligazioni affinché garantiscano che Freddie Mac domani riesca a vendere 3 miliardi di obbligazioni.

L'asta, programmata da tempo, cade infatti proprio mentre l'istituto è al centro della crisi dei mercati. Certo il collocamento delle obbligazioni Freddie Mac viene considerato un banco di prova per verificare la fiducia degli investitori, dopo che la scorsa settimana l'agenzia semi-governativa che opera nel settore dei prestiti ipotecari è crollata in Borsa insieme alla sorella Fannie Mae. Nonostante i funzionari del Tesoro si dicano ottimisti sulla vendita, secondo alcune fonti vicine al dossier citate dal quotidiano di Washington, si starebbero vagliando eventuali opzioni nel caso non ci sia sufficiente interesse nelle obbligazioni.

Una di queste alternative, secondo il Washington Post, è che il Tesoro e la Fed le acquistino direttamente. Un'altra possibilità è che la Fed di New York possa acquistare il debito indirettamente attraverso broker privati o chiedendo alle aziende private di acquistare il debito e promettendo che il governo restituirà le obbligazioni se Freddie non riuscisse a coprirle.

Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_728231569.html

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